
A partire dagli anni Novanta, sino a tutto il 2006, il noir θ esploso soprattutto come genere narrativo, ma non si θ fermato a questo. Oggi il mercato noir θ attivissimo in ogni campo (copre, per esempio, circa il 70% delle produzioni filmiche, e piω delle metΰ delle vendite in campo letterario). Il motivo di tale ascesa θ riscontrabile soprattutto nel fatto che il noir stimola, tocca, delle corde molto particolari della nostra sensibilitΰ, in quanto si riferisce a un connubio emotivo fatto di suggestione, attrazione e paura. La nascita del noir θ riconducibile al romanzo d'avventura, di cui il nero θ una filiazione diretta, basti pensare a quanto c'θ di noir in opere monumentali della nostra antichitΰ, come "L'Iliade" o "L'Odissea". Il romanzo d'avventura θ il primo romanzo europeo, e si basa sull'idea di un viaggio a scopo esplorativo e di arricchimento culturale. Con l'avvento e la presa di potere da parte della societΰ borghese, nel settecento e nell'ottocento, si comincia a viaggiare anche per scopi economici, mentre sino al cinquecento il viaggio era quasi esclusivamente sintomo di volontΰ di scoperta ("Fatti non foste a viver come bruti - scrive Dante a proposito di Ulisse - ma per seguir virtute e canoscenza"). Nello stesso momento, perς, l'interesse sempre maggiore per l'introspezione della figura e della natura umana fa sμ che si prenda a esplorare in due direzioni all'apparenza opposte: da una parte alla volta del mondo e della natura che ci circonda, dall'altra alla ricerca del sι (vedi il caso di romanzi come "Dottor Jekyll e Mister Hyde"). Nell'Ottocento, quindi, ancora si poteva scegliere verso quale delle opposte direzioni dirigere la propria ricerca. Con la fine del XIX secolo, le scoperte di Freud, la nascita dell'inconscio e dell'introspezione, il rinvenimento di un io subliminale situato sotto l'io visibile e per la maggior parte agevolmente gestibile, diedero luogo a un nuovo tipo di viaggio, che significava allo stesso tempo, inevitabilmente, indagine di nuovi spazi, quelli urbani. Se prima l'avventura portava la firma (o le impronte, meglio) delle tigri di Salgari e Kipling, all'improvviso la "Shere-Kan" di ieri si tramuta nell'ugualmente feroce e animalesco serial killer di oggi. Cambia soltanto l'ambientazione, con grattacieli, highways e gallerie a fare da contraltare a baobab, acacie, canyon e caverne. Non a caso il noir ha trovato terreno fertile negli anni novanta del Novecento, quando un'ondata di insicurezza e di paura, legata a cambiamenti e rivoluzioni culturali di portata storica, hanno causato il tracollo di molte certezze.Sembra insormontabile il problema che vede la letteratura "alta" snobbare il noir, che non θ mai riuscito a godere dell'apprezzamento dei letterati piω oltranzisti, che da sempre hanno relegato il genere, anche negando l'evidenza dei fatti, nel modesto panorama del romanzo "di nicchia". Ma θ il pubblico che detta le leggi di mercato.Dal punto di vista sociologico θ importante osservare come oggi piω della metΰ delle pubblicazioni sia di tipo noir, per quanto riguarda la letteratura, mentre per le riviste di settore si osserva il fenomeno opposto. Tale crisi θ determinata da una novitΰ: se prima, infatti, il noir, o il giallo, nettamente separati dal mondo letterario, si vendevano solo in edicola, oggi sono stati assurti, per lo meno dal pubblico e da una fetta di critica, nel mondo della "vera" letteratura, e di conseguenza sono passati da un consumo prettamente da edicola a un posto preponderante anche in libreria. Il noir θ costituito da vari sottogeneri (il noir vero e proprio, il giallo, la detective story, la spy story, il thriller), che funzionano come dita di una stessa mano, in grado di afferrare temi differenti, e anche un vasto pubblico. Allora, il nero θ molto piω che un genere letterario, e ci attrae per due motivi principali: certamente per trasgressione, ma anche, e soprattutto, perchι ha a che fare proprio con la nostra paura piω atavica, quella della morte.
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