14 giu 2007

Esposizione Internazionale d'Arte


"Pensa con i sensi, senti con la mente": questo l'assunto concettuale da cui muove la cinquantaduesima edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia - inaugurata il 10 giugno e visitabile fino al 21 novembre 2007 -, diretta per la prima volta da un critico statunitense, Robert Storr, per dodici anni curatore del MoMa di New York. È anche il titolo, piuttosto ambizioso, della rassegna, che, nelle intenzioni di Storr, è pensata per un pubblico per nulla elitario, ma vasto e motivato. Perché l'arte, secondo lui, non deve essere concepita in funzione dei desideri e delle inclinazioni di coloro che ne fruiscono, e le mostre non devono rivolgersi a nessun "visitatore ideale". "Le biennali - sostiene - non sono fatte per coloro che Stendhal ebbe a definire i 'pochi eletti', ovvero, stando a lui, coloro con i quali condivideva non solo lo stesso ambiente sociale e la stessa impostazione culturale, ma anche una particolare sensibilità. E non sono fatte nemmeno per fare sì che il mondo dell'arte - i professionisti e i curiosi - possa incontrarsi come a un congresso. Le biennali sono piuttosto luoghi che vedono l'incontro di mondi artistici disparati alla presenza di un pubblico che è vasto, vario e - contrariamente a quanto sostengono i commentatori delle più diverse posizioni politiche - appassionato e imprevedibile". Con questo spirito si è appena inaugurata un'edizione della Biennale già ammantata di primati, da quello dei costi (circa il 30% in più dei 6 milioni previsti) a quello del numero dei Paesi rappresentati (77) e degli artisti selezionati.Il sottotitolo è "L'arte nel presente", e la modernità, è, dunque, il filo conduttore delle opere degli oltre cento artisti che espongono nella mostra centrale internazionale (allestita presso le Corderie e Artiglierie dell'Arsenale) e nei Padiglioni internazionali (ai Giardini), dallo stile imponente e diversificato. Novità significativa, il nuovo Padiglione Italia - che debutta con una mostra dedicata a Francesco Vezzoli e Giuseppe Penone -, un nuovo padiglione dedicato alla Turchia all'interno della mostra centrale e un'esposizione dedicata all'arte africana contemporanea, curata dagli angolani Fernando Alvim e Simon Njami. Molti i giovani, ma non mancano nomi blasonati - come Louise Bourgeois, León Ferrari, Gerhard Richter, Bruce Nauman, Robert Ryman, Ilya Kabakov - e maestri scomparsi, quali Felix Gonzales-Torres, Jason Rhoades e Sol LeWitt.Senza dubbio interessante la splendida nave di Siwa di Ilya ed Emilia Kabakov, realizzata con gli studenti di Manchester ed i bambini di Siwa, in Egitto. Tra i nuovi progetti realizzati appositamente per la Biennale, si segnalano un'installazione di Bruce Nauman, un nuovo video di Sophie Calle e inedite creazioni di Yang Fudong e Steve McQueen.Numerosi gli "esordi" nazionali: dall'Azerbaijan al Messico, dal Libano alla Moldova, al Tajikistan alla Bulgaria ed alla Siria. Accanto alla pittura e alla scultura - tradizionali "regine" della rassegna - ai video e alle installazioni, notevole spazio è attribuito alla fotografia (il Leone d'Oro alla carriera di quest'anno, il primo mai andato ad un africano, è assegnato ad un fotografo del Mali, il settantaduenne Malick Sidibé) e al fumetto, rappresentato dalle belle tavole di "Un éternitè a Tanger" - storia di un fallito passaggio dall'Africa all'Europa - degli africani Eyoum Ngangué e Faustin Titi. Ad Emilio Vedova, scomparso nell'ottobre dello scorso anno, è tributato l'omaggio allestito all'interno del rinnovato Padiglione Venezia. Infine, debutta quest'anno Cornice Art Fair, vera e propria fiera d'arte contemporanea per collezionisti.

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