27 lug 2007
VIAGGI E SALUTE NEL MONDO
Tra Asia, Africa, Oceania, Europa e Americhe tutti i consigli per viaggiare senza rischi per la salute. Il nuovo libro di Walter Pasini, direttore del centro collaboratore dell’Organizzazione mondiale della sanita’ per la medicina e il turismo, fornisce una mappa aggiornata all’inizio dell’anno su malattie, certificazioni e vaccinazioni richieste in tutti i Paesi del mondo. ‘Viaggi e salute nei 5 continenti 2007′, pubblicato in collaborazione con la fondazione Alfa e Wassermann, e’ destinato ai viaggiatori ma soprattutto ai medici di famiglia, per renderli “angeli custodi dei loro pazienti anche quando questi si trovano lontano da casa”. Le schede contenute, divise Paese per Paese, forniscono informazioni sanitarie, ma anche i numeri telefonici delle sedi diplomatiche italiane sul posto e tutte le precauzioni in tema di sicurezza che il ministero degli Esteri consiglia di osservare. Dalle indicazioni piu’ elementari - come evitare di bere acqua del rubinetto e mangiare frutta e verdura crude in Paesi con controlli igienici diversi dai nostri - si va a quelle piu’ specifiche che riguardano i rischi della malaria, una malattia per la quale non esiste un vaccino, ma una profilassi che deve essere mirata sulla base dei ceppi presenti nella zona in cui ci si reca. Poi si scoprono malattie meno note come la Chikungunya - causata da un virus presente sull’isola di Reunion, il suo nome proviene dalla lingua Swahili e significa ‘camminare piegato in avanti’ - o la Dengue - trasmessa dalla zanzare e di cui si conoscono 4 ceppi ma nessun vaccino. Ma si apprende anche che la peste non e’ scomparsa ai tempi dei ‘Promessi Sposi’, almeno fuori dall’Italia: l’Africa e’ il continente dove si registrano oltre il 90 per cento dei casi a livello mondiale e, contrariamente a quanto si possa immaginare, non ne sono immuni neppure gli Stati Uniti, dove nel 2006 si sono registrati 13 casi. Fa, invece, riflettere la constatazione che in diversi Paesi sia obbligatorio presentare l’esame del virus Hiv per potervi accedere per un periodo superiore a tre mesi; addirittura in alcuni Stati - tra cui Usa, Emirati arabi uniti, Singapore, Uzbekistan, Ucraina e Australia - alle persone trovate sieropositive all’arrivo e’ vietato restare e ottenere la residenza. Unico Paese dell’Europa occidentale che ha un atteggiamento restrittivo nei confronti dei sierpositivi e’ la Germania, dove il test dell’Hiv viene fatto sui cittadini provenienti dai Paesi in via di sviluppo che, se positivi al virus, non possono accedere alle borse di studio pubbliche, ne’ ottenere la residenza in Baviera. Il libro, dettagliato e completo, comprende anche i suggerimenti sulle zone da evitare e sui comportamenti da adottare: arriva a sconsigliare di prendere il tram n.28 nel centro di Lisbona per rischio scippo e di stare attenti con la gomma da masticare a Singapore: non e’ vietato masticarla, ma chi la getta per strada o tenta di importarla rischia guai con la legge.
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