6 ott 2007

La settimana dei libri proibiti: un bilancio sulla censura Usa


Primi bilanci della Banned Books Week, la settimana dei libri “proibiti”, organizzata in diverse città degli Stati Uniti da autorevoli istituzioni, come l’American Library Association e l’American Booksellers Association. La settimana, che si concluderà sabato 6 ottobre, pare abbia centrato il suo obiettivo: portare l’attenzione sul diritto di leggere e scrivere libri. Hanno infatti aderito centinaia di biblioteche in tutti gli Usa e l’intenzione è di ripeterla il prossimo anno, magari con un gemellaggio in Europa.Tra le frequenti motivazioni di censura dei libri ricordate nel corso di questa curiosa manifestazione, quelle di carattere sessuale, quelle legate alla liceità del linguaggio, infine quelle giustificate dall’inadeguatezza dei volumi per certe categorie di lettori, come per esempio i bambini. Sono migliaia i titoli che negli anni, almeno una volta,sono stati rimossi dagli scaffali delle biblioteche o banditi dalle scuole. Per non parlare, poi, dei roghi di parole su cui Ray Bradbury ha centrato il suo capolavoro Fahrenheit 451. Proprio a questo argomento il sito dell’American Library Association dedica una sezione intera con un’interessante retrospettiva storica e materiale bibliografico per chi vuole saperne di più. Ma quali sono stati i libri più vietati nella storia?Andando a curiosare su alcune liste di “Banned books” , si scopre che Il giovane Holden di J. D. Salinger alla sua uscita fu bandito per “poco rispetto della religione, riferimenti sessuali e attacco alla morale”. La Casa degli spiriti della Allende, invece, per come affronta “temi relativi al sesso e alla politica”. Anche l’Amleto pare sia stato censurato una volta per i suoi “riferimenti all’occulto”. Una curiosità: l’autore più censurato degli Stati Uniti è Judy Blume. Il suo libro Are You There, God? It’s Me, Margaret fu bandito in alcune scuole per aver discusso di ciclo femminile e sviluppo del seno e per aver affrontato temi anti-cristiani.

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