6 dic 2007

Tutti parliamo in poesia, anche quando diciamo che pagheremo l'assicurazione martedì.


Non c'è più il modo simbolico come suprema strategia del linguaggio, parliamo indirettamente, di sguincio e di striscio, sempre per simboli, perché siamo malati di linguaggio. Dove non c'è regola riconoscibile non c'è neppure deviazione della norma. Tutti parliamo in poesia, tutti sveliamo qualcosa, anche quando diciamo che pagheremo l'assicurazione martedì. Che pena, un mondo così dannatamente orfico, dove non c'è spazio per il linguaggio del portinaio. Dove non può parlare il portinaio, tace anche il poeta.

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