È una delle opere più interessanti di un personaggio eccezionale, Tommaso Campanella, di cui molti ricordano che si salvò dal rogo fingendosi pazzo ma pochi conoscono l'incrollabile fiducia che sempre, anche nei trent'anni di prigionia - alcuni dei quali durissimi -, conservò nella scrittura, sia come terapia per mantenere, nell'isolamento e nella sofferenza, il senso della propria identità, sia come strumento di confronto con gli altri, dunque di apertura. Il Senso delle cose lo accompagnò lungo gran parte della vita: scritto in latino intorno al 1592, quando era poco più che ventenne, apparve in seconda e definitiva edizione nel 1636, tre anni prima della morte. Germana Ernst, professoressa a Roma Tre e una delle maggiori studiose di questo autore (sua la monografia pubblicata da Laterza nel 2002), ne propone in edizione filologicamente aggiornata la versione italiana che lo stesso Campanella compose all'inizio del '600 e che vide la luce solo tre secoli dopo. Erano gli anni in cui avvenne il disincanto del mondo: il vecchio sapere, quello della classicità, per un millennio sognato, rimpianto e mitizzato dall'occidente, si era rivelato insufficiente, inferiore alle attese e soprattutto al sapere dei moderni. Così la corrispondenza fra le parole e le cose si spezzò, e il mistero cominciò a spostarsi dalla natura alla psiche. Ne hanno parlato Weber, Foucault, Taylor: dalla privilegiata condizione di posteri, che hanno potuto vedere dove quel processo era destinato a concludersi, ossia nella rivoluzione scientifica. Campanella invece lo visse in prima persona: avvertì la crisi e confuse tale consapevolezza - lo straordinario coraggio che serviva per accettare la fine del vecchio mondo e dei vecchi parametri senza averne pronti di nuovi - per un destino di profeta, "novello legislatore" e salvatore dell'umanità. La sua soluzione non fu quella di Galileo e Cartesio - il metodo, l'esperienza. Invece di accettare la materializzazione del mondo, riconobbe una sensibilità anche alle cose: "Tutto il mondo vive d'un comun senso, e di più ci è la sua mente, come in noi la nostra, e di più c'è il senso particolare a ciascheduna cosa difusa del comune, come la luce dal sole, la quale, multiplicata poi e impressa dentro la terra, diventa rossa, bianca, verde". Invece di promuovere la specializzazione delle discipline inseguì il sogno dell'unità della conoscenza: la magia che difese nel libro IV del Senso delle cose era in effetti una ricerca totale, esplorazione di qualunque fenomeno non compreso - "tutto quello che si fa imitando la natura o aiutandola con l'arte ignota". Non rifiutò dunque il passato, non fece tabula rasa; al contrario: "Quanta istoria un uomo sa, tanti anni ha", spiegò in un sonetto. Però il passato provò a modernizzarlo. È significativo che quando nel 1616 a Galileo venne intimato di abbandonare il copernicanesimo, la voce più pronta che si levò in sua difesa fu proprio quella di Campanella, dal carcere di Sant'Elmo: la sua Apologia pro Galileo rappresentò un tentativo, non riuscito ma acuto, di riappropriarsi culturalmente della scienza, facendone non un sapere nuovo e alternativo, da subire o rigettare, bensì un ritorno del sapere originario, quello di Empedocle e della Sacra Scrittura, fondato su un'osservazione diretta (non ideologica) della natura, e attraverso di essa dell'operato di Dio.Riferimenti:- Germana Ernst, Tommaso Campanella, Laterza, 2002, pp. 302, euro 22,00.- Michel Foucault, Le parole e le cose, Rizzoli, 1998, pp. 448, euro 9,80.- Charles Taylor, Sources of the Self: The Making of the Modern Identity, Harvard University Press, 1992, pp. 620, dollari 26,50. [La traduzione italiana, Radici dell'io. La costruzione dell'identità moderna, Feltrinelli, 1993, è fuori commercio].- Max Weber, L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, Rizzoli, 1991, pp. 416, euro 9,20.
Altre opere di Campanella:- Dalla Metaphysica. Profezia, divinazione, estasi, a cura di Germana Ernst, Rubbettino, 2007, pp. XXXI-109, euro 14,00.- Apologia pro Galileo, a cura di Michel-Pierre Lerner, Edizioni della Normale, 2006, pp. 315, euro 35,00.- La città del Sole, a cura di Luigi Firpo, Germana Ernst e Laura Salvetti Firpo, Laterza, 2006, pp. XLVII-137, ill., euro 7,50.- Le poesie, a cura di Francesco Giancotti, Einaudi, 1998, pp. CLIX-693, euro 38,73.
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