L’influenza del cinema nelle letterature e nelle altre arti della società contemporanea.L’immagine ripresa in parola è un libro composto da una serie di saggi, frutto della “Ricerca scientifica di rilevante interesse nazionale”, promossa dalle università di Palermo, L’Aquila e Bologna e finanziata con fondi PRIN 2005. Lo studio è un’interessante analisi dell’evoluzione della letteratura dopo l’immissione massiccia della comunicazione visuale nel quotidiano del mondo contemporaneo, in particolare dopo l’avvento del mezzo cinematografico. I saggi compiono un’opera di risemantizzazione nel rapporto fra cinema e letteratura, così a lungo messi a confronto, ma non partendo dalla letteratura come fonte degli adattamenti per il grande schermo, bensì il contrario.
In questo testo, si spiega il modo in cui la letteratura reinventa brillantemente la sua forma attraverso una scrittura per immagini, come ampiamente dimostrano, per esempio, le analisi ai romanzi di DeLillo o Bret Easton Ellis.
Nella prima parte, gli autori compiono un viaggio fra i rapporti stabilitisi fra la settima arte e ciò che la circonda. La storia, la società, l’arte viene ricostruita attraverso l’occhio del grande schermo che ne dà una visualità nuova, diversa. Tale formula permette alle discipline stesse di essere colte da una prospettiva cangiante e amalgamata, priva di quella divisione che la classe culturale ha dato alle arti fino a qualche decennio fa. Infatti, con questo tipo di approccio si apportano innovative dinamiche al racconto cinematografico che ha condotto, tramite le sue visioni, verso altre opinioni e tipologie di scrittura. Mutamenti che hanno portato il mezzo verso quelle strade mirabilmente articolate e confluite di linguaggi precisi, la cui origine trae spunto da discipline totalmente diverse come il giornalismo (egli stesso una “creatura” ibrida fra cinema e letteratura), l’architettura, la storia e persino il tempo e lo spazio che portano nell’immaginario collettivo ricerche d’identità con se stessi e il proprio territorio (come viene ampiamente spiegato, in particolare, nei ricchissimi saggi di Giuliani, sul mutamento del romanzo e cinema australiano contemporaneo, e di Carbotti, sulle teorie queer nei confronti del cinema di Judith Halberstam).
Nella seconda parte, invece, il percorso può apparire quasi capovolto perché i suoi autori analizzano il modo in cui la letteratura, e la scrittura in generale, sono cambiate, citando il mezzo cinematografico. Ma non solo. La scrittura inventa nuovi stilemi narrativi ispirati a quelli filmici perché il suo linguaggio fa parte integrante della vita quotidiana. Di conseguenza, consapevolmente, i narratori contemporanei scelgono uno stile letterario che si avvicina alle “immagini” del cinema tramite il suo montaggio, i suoi tagli, l’uso della macchina da presa. Anche lo stile della sceneggiatura viene ovviamente ripreso nella stilistica letteraria della narrativa attraverso la sua tecnica e, non a caso, molti grandi scrittori hanno contribuito a fornire con il proprio lavoro entrambi i mezzi, come lo stesso Camilleri dichiara nella succosa intervista, contenuta all’interno del libro, rilasciata a Federica Ivaldi. La scrittura dei romanzi di Easton Ellis, per continuare, è un vero e proprio esempio di montaggio e di ellissi dell’elemento filmico trasposti nel romanzo, richiamando il suo lettore verso lo “sguardo” preciso delle immagini descritte. Per una volta un testo di ricerca universitaria non scandaglia la letteratura saccheggiata dal cinema, ma prende in considerazione i meriti che, al contrario, hanno portato la letteratura a “rovistare” fra gli stili del cinema. Allontanandosi dal rigore con il quale si è sempre parlato di queste argomentazioni si va verso un’analisi culturale di influenze che esulano dall’importanza di originalità, ma portano verso la strada di una formulazione di influssi reciproci indotti da mescolanze fra le arti. Metodo che le ha rese tutte più interessanti. Un prontuario indispensabile per coloro che studiano e si interessano di queste discipline e alla loro fluidità reciproca, ma anche per chi non vi si è mai cimentato potrebbe essere l’occasione buona per avere uno spunto e dare uno “sguardo” con un occhio diverso.
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