8 set 2008

'STORIA DELLA CASTITA'' DI ELIZABETH ABBOTT

La castita' non puo' essere valutata soltanto come un dato positivo. Non e', al tempo stesso, esclusivamente un fatto negativo. In tutte le epoche si e' presentata sotto forme diverse. E' stata caratterizzata da principi maturati in contesti sociali, politici e religiosi lontani tra di loro. E' da queste considerazioni che Elizabeth Abbott, decana presso il Trinity College dell'Universita' di Toronto, inizia il suo saggio ''Storia della castita'. Dalle vestali a Elisabetta I, da Leonardo da Vinci a Magic Johnson'', pubblicato dalla Mondadori nella collana 'Le Scie'.
''La castita' - afferma la Abbott - e' fin troppo presente anche nella letteratura medica mondiale, occupando ampie sezioni dei libri di testo e monopolizzando la saggezza popolare della maggior parte delle culture. Ne sono derivate una quantita' di filosofie e visioni del mondo''. L'autrice del volume inquadra la castita' come un fenomeno storico-sociale che ha pochi legami con la religione. E' stata considerata, anzitutto, come un'arma di difesa con cui le donne hanno cercato di proteggere la loro integrita'. Per 3 mila anni, spiega la Abbott, e' stata il frutto di una decisione femminile consapevole e ben ponderata. Eppure non e' stata solo una scelta del 'gentil sesso'. Saggi, uomini di ogni confessione e filosofi l'hanno esercitata liberamente per seguire un percorso di crescita morale e spirituale. In molte circostanze, pero', la castita' e' stata imposta come un obbligo inderogabile. Agli eunuchi bizantini e ai castrati dell'opera lirica, infatti, e' stata negata ogni attivita' sessuale. In questo senso, dunque, la castita' manifesta un duplice aspetto. Puo' essere studiata come una rinuncia autonoma e personale oppure come una privazione, uno strumento di coercizione e di condizionamento.
Non basta. Il fenomeno della castita' e' arricchito da numerose varianti e tradizioni. La carrellata della Abbott propone una galleria di esempi molto varia ed eterogenea. Si passa dai modelli cristiani, tra i quali spicca quello di Santa Caterina da Siena, ai sacerdoti inca e ai saggi indu'. Ampio spazio viene assegnato alle figure storiche che decisero di 'accantonare' la loro femminilita' per perseguire un disegno piu' ampio. E' il caso di Giovanna D'Arco e di Elisabetta I, la quale preferi' restare nubile e vergine. Anche negli ultimi anni la castita' ha assunto un valore particolare. Dopo la rapida diffusione di malattie trasmesse attraverso relazioni sessuali non protette, come l'Aids, e' diventata un baluardo contro patologie gravi o mortali. Un baluardo che viene eretto anche oggi, da molti ragazzi, come una prova del 'vero amore'.

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